Le Edizioni Museo Pasqualino pubblicano”Mālūf. Suoni dal Mediterraneo arabo” di Salvatore Morra, nuova uscita della collana Suoni&Culture diretta da Sergio Bonanzinga

Si intitola Mālūf. Suoni dal Mediterraneo arabo il volume scritto da Salvatore Morra e pubblicato dalle Edizioni Museo Pasqualino per la collana Suoni&Culture.

Uno studio approfondito sul variegato mondo della musica mālūf, uno dei generi urbani più complessi del Nord Africa.

Il volume si fonda su indagini etnografiche condotte in Tunisia nel periodo 2013-2017, con riferimento alle celebrazioni dell’80° anniversario dell’Istituto musicale Rashīdīa, ai rapporti allievo-maestro in istituzioni private e in famiglia, alla fruizione delle musiche nei luoghi pubblici, ponendo in evidenza il ruolo storico del mālūf in relazione alla costruzione dell’identità nazionale e ai suoi orientamenti postmoderni.

Inoltre, attraverso studi di archivio, il libro fornisce una panoramica dei termini e dei confini della musica arabo-andalusa, con attenzione per le sue dinamiche filogenetiche e identitarie, al fine di collocare gli sviluppi musicali del mālūf all’interno dei cambiamenti sociali e politici intercorsi dal 2011 in poi.

Il testo analizza inoltre come «l’intimità culturale» (Herzfeld) contribuisca e animi il mālūf agendo come metafora di nostalgia, illustrando il paradigma andaluso di mito e realtà, come associazione dinamica di simboli nazionali e altri fenomeni. Attingendo a teorie e metodi dell’antropologia e dell’etnomusicologia, il

libro contribuisce fra l’altro ai dibattiti interdisciplinari sul nazionalismo postcoloniale e l’intimità pubblica.

Il volume è corredato da documentazione fotografica, trascrizioni musicali e contenuti multimediali accessibili tramite codice QR.

Salvatore Morra (Napoli 1981) è attualmente curatore musicale dell’ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente di Roma) e docente a contratto presso l’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). Ha conseguito il dottorato di ricerca in Musicologia presso la Royal Holloway University of London e pubblicato per diverse riviste scientifiche di rilievo internazionale (East&West, The Galpin Society Journal, Africa, Journal of American Musical Instrument Society). La sua ricerca si concentra sullo studio degli strumenti musicali come cultura materiale e sulle prospettive della musicologia araba sui dibattiti di decolonizzazione e multiculturalismo nel Maghreb. Dal 2016 è critico musicale del periodico Il Giornale della Musica. Suona l’ʻūd e la chitarra in diverse formazioni e ha inciso per Adoro Records (2006) e Draft Records (2011).

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