Non solo un burattino: il “mito” di Pinocchio nell’analisi di Stefano Traini

Esiste un Pinocchio che tutti conosciamo — quello delle bugie e del naso lungo — e un Pinocchio che “agisce” nell’ombra delle strutture narrative, muovendosi tra natura e cultura, vita e morte. È proprio questo secondo, enigmatico volto del burattino di Collodi al centro del nuovo volume di Stefano Traini: I semi di Pinocchio. Qualità mitiche del burattino di Collodi (Edizioni Museo Pasqualino, 2025).

In questo volume, che arricchisce la collana dei Nuovi quaderni del circolo semiologico siciliano, l’autore ci invita a guardare oltre la superficie fiabesca per scoprire una struttura narrativa profondamente legata al mito. Sebbene nel testo di Collodi siano chiaramente rintracciabili le funzioni della fiaba descritte da Propp, Traini adotta la prospettiva suggerita da Paolo Fabbri e Claude Lévi-Strauss per dimostrare come Pinocchio incarni in realtà una natura mitica, fatta di percorsi narrativi in contrasto tra loro e contraddizioni che non trovano risoluzione, ma che vengono semplicemente vissute e raccontate.

Attraverso la lente rigorosa del Percorso Generativo del senso teorizzato da Greimas, l’analisi si muove su tre dimensioni complementari: si parte dal livello profondo, dove si scontrano categorie universali come natura contro cultura, caso contro necessità e vita contro morte, per arrivare a un livello narrativo di superficie in cui convivono polemicamente due “Pinocchi” diversi. Da un lato il Soggetto che aspira a uno stato di cultura e ordine, dall’altro un Anti-Soggetto che persegue lo stato selvaggio della natura. Questa indagine si completa nel livello discorsivo, dove la qualità mitica prende forma attraverso la descrizione di spazi, tempi e attori, fino a estendersi alle trasposizioni cinematografiche per verificare come questi “mitismi” siano stati mantenuti o trasformati dai grandi registi. Il risultato è un ritratto di un Pinocchio rizomatico, un personaggio che continua a germogliare in direzioni inaspettate e che Stefano Traini — già noto per i suoi studi su Umberto Eco e le basi della semiotica — analizza con una precisione filologica straordinaria, rendendo questo volume un tassello fondamentale per chiunque voglia comprendere perché questo pezzo di legno continui, a distanza di oltre un secolo, a generare significazioni sempre nuove e affascinanti.

CONSULTA LA SCHEDA: I semi di Pinocchio

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