Tra Magia, Inquisizione e Versi Proibiti: Il fascino oscuro della Sicilia nel nuovo volume di Pier Luigi José Mannella

Esiste un lato della storia letteraria siciliana rimasto per secoli in ombra, custodito negli archivi polverosi di Madrid e tra le mura inquietanti dello Steri di Palermo. È un mondo fatto di poeti incarcerati, rituali negromantici e libri messi all’indice.

Pubblicato il nuovo volume di Pier Luigi José Mannella, dal titolo “Sepultu vivu. Poeti siciliani del Cinque e Seicento”, ventesimo tassello della nostra collana Studi e materiali per la storia della cultura popolare.

In quest’opera, l’autore ci conduce in un viaggio suggestivo e documentatissimo tra le maglie strette del controllo ideologico della Sicilia moderna. Tra il XVI e il XVIII secolo, l’isola fu teatro di una sorveglianza asfissiante da parte del Tribunale dell’Inquisizione spagnola, che rivolse la propria attenzione non solo all’ortodossia religiosa, ma anche alla circolazione dei libri, all’esercizio della negromanzia e alle dottrine della cosiddetta “alta magia”. Attraverso lo studio dei documenti conservati a Madrid — verbali, lettere di spese e relazioni di cause — Mannella ricostruisce per la prima volta la fisionomia linguistica e testuale di quegli incartamenti che segnarono il destino di molti intellettuali del tempo.

Il volume si focalizza con precisione chirurgica sulle figure dei rimatori siciliani, uomini che abitarono un contesto di tensioni costanti tra fede e occultismo. Questi poeti, spesso costretti all’uso di criptonimi e alla ricerca di potenti protettori, si trovarono frequentemente al centro di processi inquisitoriali con l’accusa di detenere libros prohibidos o di praticare riti magici e visioni eterodosse. Attraverso una disamina sistematica suddivisa in sei capitoli centrali, l’autore delinea i profili di letterati ed editori, restituendo dignità storica a chi fu letteralmente “sepolto vivo” dal silenzio forzato del Sant’Uffizio.

Pier Luigi José Mannella, Dottore di ricerca e docente di Istituzioni di Linguistica Italiana presso l’Università di Palermo, conferma con questo studio la sua profonda competenza nell’ambito filologico-linguistico e storico-antropologico. Dopo i successi de Il sussurro magico (2015) e delle Ottave sacre siciliane (2024), Mannella torna a indagare il nesso inscindibile tra parola poetica e orizzonti cerimoniali, offrendo agli studiosi e ai lettori appassionati uno strumento imprescindibile per comprendere la complessità della cultura siciliana d’età moderna.

CONSULTA LA SCHEDA: Sepultu vivu. Poeti siciliani del Cinque e Seicento

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